Si riaccende lo scontro politico in Libano tra avversari di vecchia data

02/02/2018 19:47Letture: 14

Sostenitori di Berri danno fuoco a pneumatici a Beirut

La notte del 28 gennaio è trapelato un video in cui il Ministro degli Esteri libanese, Gebran Bassil, Presidente del Movimento Patriottico Libero, d’ispirazione cristiana, fondato nel 2005 dall’attuale Presidente della Repubblica libanese, Michel Aoun, suocero dello stesso Bassil, definisce lo storico rivale di Aoun, Nabih Berri, Presidente del Parlamento e capo del movimento a predominanza sciita “Amal”, un “delinquente” (baltaji in arabo). Il video, riporta Al-Arabiya, è stato ripreso all’insaputa di Bassil durante un incontro elettorale presieduto dal Ministro degli Esteri nella sua circoscrizione, Batrun, nel nord del Libano. Durante l’incontro, presumibilmente due giorni prima della diffusione virale del video, Bassil ha accusato Berri di cercare di far fallire la conferenza della diaspora libanese ad Abidjan, iniziativa lanciata dallo stesso Ministro, obbligando gli imprenditori sciiti a boicottare l’incontro. L’emittente televisiva Al Jadeed è stata la prima a trasmettere il video, che si è rapidamente diffuso sui social network e poi sui media, segnando da subito uno spartiacque tra gli utenti di internet, divisi tra chi ha condannato tale insulto e chi ha invece espresso il proprio supporto al Ministro degli Esteri.

Il 29 gennaio, la diffusione del video ha scatenato proteste in diverse aree di Beirut, proseguite anche il giorno successivo. Alcuni sostenitori di Berri e del movimento Amal hanno appiccato il fuoco a diversi pneumatici e a fotografie di Aoun e Bassil, gridando slogan contro quest’ultimo in particolare, e hanno sbarrato diverse strade, anche importanti, della capitale libanese.

In questo clima di escalation, il Primo Ministro libanese Sa‘d Hariri ha esortato alla calma, mentre Hezbollah, alleato di Aoun ma anche del movimento sciita Amal di Berri, ha condannato le dichiarazioni di Bassil in quanto “non contribuiscono a costruire uno Stato, ma creano ulteriori crisi e divisioni”.

Michel Aoun e Nabih Berri sono avversari fin dalla guerra civile libanese del 1975-1990. La crisi tra le due maggiori cariche libanesi è in corso dallo scorso dicembre, quando Aoun ha siglato un decreto per la promozione di decine di ufficiali dell’esercito senza la firma del Ministro delle Finanze, lo sciita Ali Hassan Khalil, membro di Amal. Berri accusò Aoun di aver abusato dei suoi poteri a spese delle altre confessioni religiose. L’annosa ostilità rimanda infatti al sistema di governo libanese, basato sul Patto Nazionale, un patto non scritto raggiunto nel 1943 che prevede, tra l’altro, l’assegnazione delle principali cariche dello Stato libanese alle tre principali confessioni religiose (il Presidente della Repubblica deve essere un cristiano maronita, il Primo Ministro un musulmano sunnita e il Presidente del Parlamento un musulmano sciita).

Questo nuovo scontro politico seguito alle dichiarazioni di Bassil minaccia di paralizzare il governo e creare un ulteriore divario a livello confessionale alla vigilia delle elezioni parlamentari libanesi, previste per il prossimo maggio.

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