Libia: tre governi e un esercito diviso. Ma Al-Sarraj adesso è più forte.

20/10/2016 13:49Letture: 42

ghweil

(Il Mattino ) – La presenza di tre governi, un esercito regolare frammentato e ancora non completamente strutturato, una guerra in corso contro il sedicente Stato Islamico. E ancora: contrabbandieri, frontiere porose, milizie ben armate e migrazione clandestina.

È in questo scenario che la sera di venerdì 13 ottobre, l’ex premier di uno dei tre governi libici – quello filo-islamista di Tripoli, noto come “Governo di salvezza nazionale” – Khalifa Ghweil, avrebbe tentato una sorta di “colpo di Stato” per riprendere il potere. Nonostante il Governo di Tripoli fosse stato di fatto annullato, lo scorso aprile, dalla formazione del Governo di accordo nazionale, guidato da Fayez al-Serraj e l’unico ad essere riconosciuto dalla comunità internazionale, i resti del Governo di Ghweil, soprattutto del suo braccio armato costituito dalle milizie islamiste di Tripoli, hanno continuato a covare sotto le ceneri.

Ghweil, assente da diversi mesi dalla scena politica libica, ha tentato un colpo di coda, più che un vero e proprio colpo di Stato, sostenuto, se non addirittura guidato, dalle milizie islamiste di Tripoli, che hanno tentato di occupare la sede del Consiglio di Stato, tra i più alti organismi del Governo di accordo nazionale, presso l’Hotel Rixos. Secondo le prime ricostruzioni, una milizia legata al vecchio governo di Ghweill, incaricata di garantire la sicurezza della sede del Consiglio di Stato, ha fatto irruzione nel Rixos, e poco dopo è apparso l’ex premier Khalifa Ghweil, che in conferenza stampa si è detto pronto a riprendere il potere.

Un tentativo maldestro di riprendere il potere, che tuttavia evidenzia lo stallo politico in Libia e l’incapacità sul terreno per il Governo di accordo nazionale di esercitare la sua massima autorità.

L’incidente è stato già condannato dall’Onu, e dallo stesso Al-Serraj, il cui Governo si è affrettato a ordinare l’arresto immediato di tutti i golpisti, definendo illegale l’occupazione della sede del Consiglio di Stato. Dopo poche ore, Ghweil si è dato alla fuga, inseguito dagli apparati di sicurezza che fanno capo al Governo di Al-Sarraj.

Intanto, Al-Sarraj sta tentando, da Tunisi, dove si trova in questi giorni, di formare un nuovo Governo, ed evitare che i contrasti politici sfocino in una nuova guerra civile.

Da un punto di vista strategico, questo episodio potrebbe rappresentare un forte elemento di legittimità per il Governo di Al-Sarraj, che avrebbe la possibilità di incassare il sostegno dei Paesi che fino ad oggi si sono mostrati titubanti, in quanto verrebbe visto come l’unica possibilità per la Libia per non piombare nel caos più totale. Il suo Governo già gode di un forte sostegno politico internazionale e di un importante sostegno militare americano nella sua guerra contro il sedicente Stato Islamico a Sirte, dove l’organizzazione di Al-Baghdadi è stata decimata.

Rimane il punto interrogativo dell’esercito nazionale, attualmente guidato dal Generale Khalifa Haftar, impegnato nella lotta al terrorismo nella Cirenaica. Il suo esercito non rappresenta ancora tutta la Libia, e il Governo Al-Sarraj è cosciente del fatto che solo un esercito regolare unito, ben strutturato, formato ed equipaggiato può garantire l’accordo nazionale invocato dal suo Governo. Se dovesse persistere lo stallo politico in Libia, l’unica alternativa sarebbe quella di un Governo militare, una soluzione che attualmente non dispiacerebbe al Generale Haftar, ambizioso nel voler ricoprire un ruolo ancora più centrale sulla scena politico-militare del suo Paese. Uno scenario simile è già in atto nella Cirenaica, nell’est della Libia, dove l’esercito fedele a Haftar ha il controllo politico e militare sul territorio, con un largo sostegno popolare.

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