Siria: scontri armati tra Hezbollah e l’esercito regolare siriano. Ma il “Partito di Dio” libanese smentisce

21/06/2016 12:53Letture: 238

1434463128_content_thumb4_848444_largeIl 16 giugno, il sito web libanese in lingua araba Janoubia ha riferito, citando quanto riportato dal giornalista Jad Yateem sui suoi account Facebook e Twitter, che il bilancio degli scontri iniziati alle ore 01:35 dello stesso giorno tra Hezbollah e l’esercito regolare siriano nelle aree di Nubl e Al-Zahraa, nella campagna a nord di Aleppo, è di sette soldati e un ufficiale dell’esercito siriano uccisi dai combattenti di Hezbollah.

Il giorno stesso, il sito web ha poi pubblicato un approfondimento su questi scontri, aggiungendo che hanno provocato la morte di otto miliziani di Hezbollah e che hanno interessato diverse aree di Aleppo. Gli scontri più cruenti sarebbero avvenuti nella campagna a sud della città oltre che nelle aree di Nubl e Al-Zahraa. Una fonte vicina ad Hezbollah ha riferito a Janoubia che il motivo di questi scontri tra i due storici alleati è stata l’infiltrazione del 13° distaccamento dell’Esercito siriano libero, che è riuscito a violare le linee dell’esercito regolare nel fronte di Khan Tuman, attaccando un gruppo di Hezbollah di stanza a Tell al-Miyasat con un missile filoguidato, provocando la morte di otto miliziani e il ferimento di altri sei, la maggior parte dei quali verte in gravi condizioni. A seguito di ciò, i combattenti di Hezbollah hanno accusato l’esercito regolare siriano di “tradimento”, per aver lasciato che le sue file fossero violate e hanno attaccato il quartier generale di queste forze e ucciso l’ufficiale siriano responsabile della Brigata e altri sei soldati per vendicare la morte dei loro compagni. Gli scontri si sarebbero estesi alla campagna a sud di Aleppo e, per la prima volta, l’aviazione siriana ha sferrato tre raid consecutivi contro le postazioni di Hezbollah che, secondo la stessa fonte, erano state evacuate per evitare vittime.

Il sito web Lebanese-Forces ha invece parlato di “una grave divergenza causata da diverse ragioni”, che avrebbe provocato gli scontri tra Hezbollah e le forze di Al-Asad, in un incidente definito “senza precedenti”. La stessa fonte afferma che gli scontri sono scoppiati a causa delle ingenti perdite subite dall’esercito regolare siriano nel fronte di Al-Mallah per il terzo giorno consecutivo, area di cui Hezbollah rivendica la “liberazione”. Secondo il sito web, alcuni attivisti ritengono però che la causa principale dei violenti scontri proseguiti fino al mattino del 16 giugno sia l’improvvisa tregua annunciata poche ore prima della mezzanotte del 15 giugno da parte della Russia, avversata da Hezbollah ma accettata dall’esercito regolare siriano. Gli attivisti hanno inoltre aggiunto che le forze siriane coinvolte negli scontri avevano fornito le coordinate delle postazioni di Hezbollah agli aerei russi che hanno bombardato l’area di Al-Miyasat, provocando la morte e il ferimento di decine di miliziani sciiti. La stessa fonte riferisce inoltre di altri scontri scoppiati dopo la mezzanotte del 16 giugno tra Harakat Hezbollah al-Nujaba, una milizia sciita irachena, ed Hezbollah, da un lato, e le forze regolari siriane dall’altro, ad Al-Hadher, nella campagna a sud di Aleppo.

La smentita di Hezbollah

Secondo quanto riportato dal sito web del quotidiano libanese Annahar, fonti vicine ad Hezbollah hanno smentito la notizia degli scontri. Alcuni account sui social network affiliati al regime siriano hanno riportato questa smentita affermando che la notizia degli scontri tra i due storici alleati è stata diffusa dall’opposizione siriana, ma in ogni caso, riporta Annahar, i media filo-governativi hanno perso credibilità. Infatti, Annahar sottolinea che la fiducia tra i due alleati ha cominciato a vacillare fin dalle battaglie di Al-Qusayr,  quando è stato deciso che le due parti avrebbero combattuto separatamente per vari motivi, in primis a causa della morte di 30 miliziani sciiti circa e per le divergenze religiose e di credo tra le due parti. Inoltre, molti combattenti di Hezbollah avrebbero denunciato i furti ed altri comportamenti definiti “riprovevoli” dell’esercito regolare siriano e delle milizie della Forza Nazionale di Difesa.

L’agenzia stampa ufficiale libanese NNA ha riportato un comunicato ufficiale di Hezbollah in cui si legge che “negli ultimi giorni, vari media locali e arabi hanno diffuso una serie di menzogne sulla situazione dei combattimenti in Siria, tra cui le notizie di alcuni scontri tra l’esercito siriano ed Hezbollah e la caduta di vari nostri combattenti nei raid aerei del regime siriano. Smentiamo categoricamente queste menzogne diffuse da una macchina mediatica utilizzata per diffondere calunnie, falsificare la realtà e fuorviare l’opinione pubblica”, affermando che questa propaganda è portata avanti da media legati ad “apparati d’intelligence locali, arabi e internazionali che mirano a sollevare il morale dei gruppi affiliati a Usa, Israele e i loro alleati”. Hezbollah ha quindi ribadito la sua alleanza con l’esercito siriano, al fianco del quale continua a combattere.

La posizione dell’opposizione siriana

Secondo Annahar, la reale causa degli scontri tra i due alleati rimane avvolta dal mistero, e in seno all’opposizione siriana circolano varie ipotesi in merito: la prima è che gli ufficiali siriani nell’area di Al-Miyasat avrebbero cercato di sottrarsi alla battaglia, motivo per cui sarebbero stati attaccati da una milizia di Hezbollah. La seconda ipotesi è che un velivolo del regime siriano avrebbe attaccato l’area summenzionata con bombe al fosforo, provocando la morte di diversi miliziani sciiti e i conseguenti scontri. Infine, la terza ipotesi rimanda alla decisione russa di annunciare una tregua ad Aleppo di 48 ore a partire dal 16 giugno e il conseguente rifiuto di Hezbollah, dovuto alle ingenti perdite subite nella campagna meridionale della città e al bombardamento del 13° distaccamento dell’Esercito siriano libero che ha provocato la morte di otto combattenti libanesi.

La conferma siriana e le continue divergenze

Da parte sua, il capo della sala operativa di Aleppo, il Maggiore Yasir ‘Abd al-Rahim, ha confermato ad Annahar la notizia degli scontri tra i due storici alleati, affermando che la causa è stata “il mancato supporto da parte del regime siriano ad Hezbollah e le accuse da questo rivolte all’esercito regolare siriano per le perdite subite dalle milizie sciite”, aggiungendo che le due parti si scambiano accuse reciproche di “evitare i combattimenti” contro il nemico. Il Maggiore ha dichiarato che, in realtà, non è la prima volta che si verificano divergenze tra le due parti, dal momento che “la Russia non fa altro che intervenire per mettere loro pressione”. La stessa fonte ha affermato che “mentre il regime siriano cerca di presentarsi come il patrono di Hezbollah, il gruppo sciita rifiuta questa situazione”, ed ha aggiunto che “durante gli scontri, abbiamo sentito i combattenti di Hezbollah dire via radio: “Siamo stati noi a liberare il territorio: se non ci fossimo stati noi il vostro regime sarebbe caduto”.

Tags:

Scrivi un Commento


Per offrirti una esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, questo blog utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione, anche di terze parti. Cliccando «Ok» acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Informativa sulla Privacy | Ok