ISIS in Libia: sconfitto a Derna e Ras al Helal, controlla Sirte.

28/06/2015 13:17Letture: 76

Lo Stato Islamico in Libia ha perso il controllo di due sue importanti roccaforti nella regione della Cirenaica, dove i suoi leader aveva proclamato la Provincia di Barqa dell’ISIS. Le sconfitte nelle battaglie di Derna e di Ras al Helal, rispettivamente controllate dal Consiglio della Shura dei Mujahidin di Derna e dall’Esercito libico sotto il comando del Parlamento di Tobruk, rappresenta una grave perdita per l’organizzazione terrorista nel momento in cui sta cercando di consolidare il controllo della città di Sirte. (nell’immagine in alto, una mappa che indica le aree dei principali combattimenti svolti nel giugno 2015 nella città di Derna. Fonte: Institute for the Study of War)

Non si hanno ancora stime affidabili sulle perdite subite dall’ISIS in termini di combattenti nelle battaglie di Derna e Ras al Helal, a causa della politica dell’organizzazione che vieta ai suoi membri di trattare con i media. La brutalità dei suoi membri e l’intensità degli scontri rende impossibile verificare l’accuratezza delle informazioni sulle perdite dell’ISIS riportate da fonti locali citate dai media libici. Tuttavia è possibile supporre che ISIS possa ancora contare sulla sua forza principale: la capacità di far affluire combattenti stranieri in Libia via mare e via terra. Anche in questo caso è molto difficile indicare il numero dei foreign fighters che combattono al fianco dell’organizzazione in Libia. Durante una conferenza intitolata “La struttura del conflitto nel mondo arabo”, tenutasi il 16 giugno scorso a Tunisi, l’esperto algerino in questioni di sicurezza, Ramadan Hamalat, ha riferito che “l’ISIS in Libia ha reclutato oltre 3000 estremisti stranieri provenienti da 30 paesi, tra cui 500 tunisini, 500 egiziani e 200 algerini”.

La sconfitta dell’ISIS a Derna

In seguito agli scontri scoppiati con la Brigata “Martiri di Abu Salim”, l’ISIS ha perso il controllo della sua “storica” roccaforte libica, essendo stato il primo territorio conquistato dall’organizzazione fuori dall’Iraq e dalla Siria nell’ottobre 2014. Gli scontri tra le due fazioni erano iniziati il 9 giugno dopo l’uccisione da parte dell’ISIS di un comandante della Brigata,  legata al Consiglio della Shura dei Mujahidin di Derna. Il 16 giugno, il Consiglio ha annunciato di aver riconquistato la maggior parte della città e di aver espulso i combattenti dell’ISIS, sebbene alcuni suoi membri siano ancora barricati nell’area di Al-Fatayih e di Bab Tobruk, a est di Derna.

Il 12 giugno, il Col. Faraj al-Bar‘asi, comandante della regione militare di Jebel Akhdar, nominato dal comandante generale delle Forze Armate libiche, Aguila Saleh Issa, ha dichiarato che le sue forze “sono in stato di allerta e pronte a entrare a Derna non appena gli abitanti della città lo chiederanno”. È interessante notare che le forze dell’esercito non sono entrate a Derna, ma hanno agevolato la vittoria del Consiglio dal momento che l’aviazione ha bombardato diverse postazioni dell’ISIS nella città.

Attualmente, la vita sembra essere tornata alla normalità a Derna: gli abitanti hanno issato la bandiera dell’indipendenza libica dopo anni di assenza, i negozi e le banche hanno riaperto i battenti, i bambini giocano nelle strade e gli abitanti partecipano alla preghiera supplementare del Ramadan, nota come Tarawih. Questa pratica era stata vietata dall’ISIS e pare fosse al centro della discussione tra i membri dell’organizzazione e Naser ‘Atiya Buraq al-‘Akar, uno dei leader del Consiglio della Shura dei Mujahidin di Derna e tra i più illustri comandanti della brigata “I Martiri di Abu Salim”, avvenuto l’8 giugno, un giorno prima della sua uccisione per mano dell’ISIL.

Due quartieri orientali di Derna, Al-Fatayih e Bab Tobruk, sono tuttora teatro di scontri tra i combattenti residui del Califfato e quelli della Brigata “I martiri di Abu Salim”, e interessati dalla caduta di razzi lanciati dall’ISIL da Al-Kurfat al-Sab‘a, il versante montuoso che domina questa parte della città. L’esercito continua a bombardare le postazioni dell’organizzazione nei dintorni di Derna, come le aree di Wadi Marqas, distante 30 chilometri dalla città, Al-Fatayih e Al-Kurfat al-Sab‘a.

Un’altra sconfitta per l’ISIL a Ras al Helal

Lo scorso 17 giugno, le forze dell’Esercito libico sono riuscite a riprendere il controllo dell’area di Ras al Helal dopo un attacco partito da tre fronti il 16 giugno. Lo riporta Akhbar Libya 24 in un dettagliato report. “Grazie a questa avanzata”, scrive il ben informato sito libico, “le forze dell’Esercito controllano tutte le aree costiere di Jebel Akhdar, che si estendono dalla città di Susa fino all’area di Ras al Helal”. Ras al Helal era un’altra importante roccaforte dell’organizzazione, per diverso tempo sotto il suo controllo, e occupa una posizione strategica lungo la costa orientale della Libia. Uno dei militari dell’esercito entrato nella città durante l’attacco ha dichiarato al sito libico Bawwabat al-Wasat che “le forze dell’esercito sono entrate a Ras al Helal senza incontrare alcuna resistenza da parte dei combattenti dell’ISIL”. Dopo l’ingresso dell’esercito, molti abitanti che avevano abbandonato la città hanno fatto ritorno nelle loro case.

L’ISIS a Sirte

A fine maggio, l’ISIS ha preso il controllo di Sirte dopo il ritiro delle Brigate di Misurata legate all’operazione “Alba della Libia”, guidata dal Governo di Salvezza Nazionale di Tripoli. Per alcuni mesi, la 166^ Brigata di Misurata ha ingaggiato scontri con i miliziani di ISIS, trincerati in diversi settori vitali della città, come l’Università di Sirte, il complesso delle sedi amministrative e la radio della città. Dopo la ritirata della 166^ Brigata, il 27 maggio l’ISIS ha preso il controllo della base aerea di Ghardabiya e dell’apparato del fiume artificiale nella città. Il 12 giugno i suoi miliziani hanno iniziato ad avanzare verso ovest, prendendo il controllo del valico Al-Sittin, precedentemente controllato dalla 166^ Brigata. Nel frattempo, l’aviazione dell’operazione “Alba della Libia” ha bombardato diverse postazioni dell’ISIS a Sirte, mentre il 24 giugno alcuni gruppi armati riconducibili all’ISIS hanno issato la bandiera dell’organizzazione nel centro del villaggio di Zamzam, a sud-ovest di Sirte, senza incontrare alcuna resistenza.

Un report pubblicato il 24 da Bawwabat al-Wasat analizza la situazione umanitaria a Sirte. Secondo una fonte medica della città, “Sirte soffre di una grave penuria di forniture mediche e di medicinali, in quanto un gruppo armato impedisce l’ingresso di queste forniture nella città”. Un cittadino ha dichiarato che “i negozi sono ormai aperti da mattina a sera, ma gli abitanti hanno ancora paura di uscire di casa a tarda notte”, aggiungendo che i prezzi dei generi di consumo sono accessibili a tutti gli abitanti, mentre i prezzi di benzina e gas da cucina, venduti lungo i marciapiedi, sono piuttosto cari. Il report di Bawwabat al-Wasat indica tre checkpoint dell’ISIS nella città: il primo a Suq al-Khadar, il secondo davanti all’ospedale di Ibn Sina e il terzo davanti alla sede della Brigata “Al-Jalit”. I combattenti dell’ISIS sono inoltre posizionati agli ingressi e alle uscite di Sirte. Gli abitanti di Sirte hanno dichiarato che “i combattenti dell’organizzazione spostano i checkpoint a loro piacimento all’interno della città”.

La minaccia dell’ISIS ad Al-Nawfaliyah, uno dei “più attivi e pericolosi rami dei gruppi jihadisti in Libia”

La città di Al-Nawfaliyah, nel Golfo della Sidra, è un’altra importante roccaforte dell’ISIS in Libia. Il 22 giugno, un raid ha colpito la sede della “Società egiziana”, sede dell’organizzazione dal mese di marzo, causando otto morti e 18 feriti tra i miliziani. Una fonte legata all’organizzazione ha riferito a Bawwabat al-Wasat che “si tratta del secondo bilancio più doloroso subìto dall’ISIS dopo il raid che ha colpito un raduno di Al-Qaeda a sud di Agedabia” lo scorso 14 giugno. Nell’articolo, il quotidiano libico ha sottolineato che “l’ISIS ad Al-Nawfaliyah è uno dei più attivi e pericolosi rami dei gruppi jihadisti nel paese”.

Il 24 giugno, l’ufficio stampa della Provincia di Barqa (Cirenaica) dell’ISIS ha pubblicato un report fotografico intitolato “Un gruppo di nuovi soldati del Califfato ad Al-Nawfaliyah”. Le immagini mostrano i combattenti dell’ISIS durante l’addestramento mentre imbracciano armi leggere, lanciarazzi RPG e altre armi. Secondo Bawwabat al-Wasat, le fotografie pubblicate dall’ISIS non sono state scattate ad Al-Nawfaliyah, bensì ad Al-Mazughiyat, 70 chilometri a sud di Al-Nawfaliyah, prima che i combattenti dell’organizzazione entrassero nella città. Secondo il sito libico, “ciò dimostra quanto l’ISIS faccia uso di propaganda mediatica” per incutere timore ai suoi avversari.

Attualmente l’ISIS controlla una vasta area nel distretto di Sirte, che include anche diversi campi petroliferi. Alcuni funzionari di Tripoli hanno riportato ad Akhbar Libya 24 che l’organizzazione estremista si è alleata con diversi sostenitori del regime di Gheddafi per prendere il controllo dei campi petroliferi nell’area di Sirte.

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